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Il Giubileo:
Tre mesi di grazia giubilare
La Penitenzieria Apostolica ha concessa LA GRAZIA GIUBILARE al nostro
Santuario in occasione dei 40 anni della sua dedicazione.
Il Giubileo sarà aperto dal nostro Vescovo Domenica 21 Giugno e si
chiuderà Domenica 20 Settembre.
Il Vescovo nell’accompagnare la richiesta dell’indulgenza giubilare per
quanti in spirito di pellegrinaggio visiteranno questo Santuario dedicato
a Nostra Signora de La Salette afferma:
“In effetti si tratta di un Santuario che già rende, e ancor più potrà
rendere in futuro, un prezioso servizio non soltanto alla pietà popolare,
ma anche alla promozione di specifici percorsi di contemplazione ed
evangelizzazione, nell’ambito del piano pastorale.”
Specifità di questo giubileo
Per vivere bene questo giubileo occorre mettere in risalto tre aspetti
1- L’incontro personale con Maria “Madre di Riconciliazione"
Maria a La Salette non chiede una semplice confessione, ma una vera
conversione: permettere a Dio di tornare pienamente nella nostra vita e
noi totalmente aperti a Lui.
2- Contemplando e vivendo “ la grazia de La Salette “ riscopriremo
Maria che con amore materno, ancora una volta ci prende per mano e ci
porta a contemplare ed entrare nel mistero di Cristo con il suo stesso
sguardo e il suo Cuore recitando, secondo uno schema proposto dal nostro
Vescovo, una parte del Rosario.
3- Dopo la Statio viene la missio: Maria termina il suo messaggio con
questa richiesta appassionata: “Andiamo, figli miei, fatelo ben
passare, a tutto il mio popolo”. Maria attraverso questo giubileo ci
convoca, ci chiede un profondo incontro personale con Dio in Cristo e
infine ci manda come missionari; anzi Lei stessa parte con noi e ci
accompagna nel portare questo grande annuncio della compassione e della
misericordia di Dio ai fratelli.
Prendersi del tempo
Il giubileo ci ricorda che Dio prende il tempo per noi… Maria apparendo a
La Salette ha preso del tempo per incontrarci e ci chiede di trovare anche
noi un tempo per Dio.
Solo con una sosta prolungata si può ripartire da questo Santuario avendo
cambiato il nostro sguardo su Dio, sugli altri, su noi stessi: questa è la
conversione del cuore.

VISTA DELLA CITTA' DI ASSISI
Il Giubileo nella
bibbia:
Il vocabolo "giubileo" deriva dal termine ebraico jobel che significa
corno d'ariete; giacché proprio tale corno era adoperato come tromba, il
cui suono indicava a tutti l'inizio dell'anno giubilare. Il libro del
Levitico, nel codice di santità, è la fonte che ci avverte sulla portata
dell'anno giubilare, anno per eccellenza di liberazione, che è al termine
di sette settimane di anni: il cinquantesimo anno. «Conterai sette
settimane di anni, cioè sette volte sette anni; queste sette settimane di
anni faranno un periodo di quarantanove anni. Al decimo giorno del settimo
mese, farai squillare la tromba dell'acclamazione; nel giorno
dell'espiazione farete squillare la tromba per tutto il paese. Dichiarate
santo il cinquantesimo anno e proclamate la liberazione nel paese per
tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà
nella sua proprietà e nella sua famiglia»(Levitico 25, 8-10).
Ci sono nello stesso Levitico testi e modelli paralleli molto preziosi per
comprendere quale carica di idealità e di progettazione aveva l'anno
giubilare: «Poiché è il Giubileo; esso vi sarà sacro; potete però
mangiare il prodotto che daranno i campi. In questo anno del Giubileo,
ciascuno tornerà in possesso del suo. Quando vendete qualche cosa al
vostro prossimo o quando acquistate qualche cosa dal vostro prossimo,
nessuno faccia torto al fratello» (Levitico 25,12-14)
E a proposito delle persone.
«Se il tuo fratello che è presso di te cade in miseria e si vende a te,
non farlo lavorare come schiavo; sia presso di te come un bracciante, un
inquilino. Ti servirà fino all'anno del Giubileo; allora se ne andrà da te
con i suoi figli, tornerà nella sua famiglia e rientrerà nella proprietà
dei suoi padri. Poiché essi sono miei servi, che io ho fatto uscire dal
paese di Egitto; non devono essere venduti come si vendono gli schiavi.
Non lo tratterai con asprezza, ma temerai il tuo Dio» (Levitico 25, 39-43).
Il riposo.
C'è una fondamentale espressione e proposta di esperienze
nell'anno giubilare: il riposo. Un riposo carico di dono e di rapporto con
Dio: tutto è dono suo e tutto possiamo riferirlo a Lui.
La cultura del
"sabato" cambia la qualità della vita; riconduce alle proprie radici, alla
ragione del proprio esistere; e può aprire alla felicità possibile nella
storia. «Il cinquantesimo anno sarà per voi un Giubileo; non farete né
semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la
vendemmia delle vigne non potate. Poiché è il Giubileo; esso vi sarà
sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi»(Levitico
25,11-12).
Questa "consolazione" risuonerà in modo imprevedibile e pieno nel rapporto
con Gesù di Nazareth, il Signore, grazie al quale è possibile vivere il
"riposo" e il "ristoro"; avere, contro ogni desolazione, l'esperienza
della "consolazione".
«Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi
ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono
mite ed umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio
giogo infatti è dolce e il mio carico è leggero» (Matteo 21,28-30).
Il Giubileo è l’incontro con Gesù.
L’evangelista Luca fa iniziare la vita
pubblica di Gesù un sabato nella Sinagoga di Nazareth.
“Gli fu dato il libro del profeta Isaia. Egli lo aprì e cercò il passo
dove è scritto:
Lo spirito del Signore Dio è su di me perché il Signore mi ha consacrato
con l'unzione per evangelizzare i poveri; mi ha mandato a proclamare la
liberazione ai prigionieri a ridonare la vista ai ciechi, a dare la
libertà agli oppressi, a promulgare l'anno di misericordia del Signore”.
Chiuse il libro,lo ridonò all’inserviente e si sedette… Allora cominciò a
dire loro:
“Oggi si compie questa scrittura che è risuonata nelle vostre orecchie”
(Lc 4,17-21).
Questa profezia si realizza in Gesù; l’anno di grazia, il
tempo della salvezza è giunto con Lui e durerà finché c’è storia. Dio,
soprattutto in un periodo giubilare, ci offre in Gesù il suo perdono e
vuole condurci alla totalità della salvezza. Il Giubileo ci chiede perciò
di entrare in Cristo che è la porta, la via, la verità e la vita.
P. Celeste
Cerroni |