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NEWS LAICI SALETTINI

Dal 30 settembre al 09 Ottobre 2016 si è tenuto a La Salette in Francia il 2° INCONTRO INTERNAZIONALE DEI LAICI SALETTINI. Per vedere tutti i video che la Congregazione ha pubblicato relativi all'evento cliccare sulla foto: 2 incontro internazionale laici salettini

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News di Maggio 2017

Alla scuola di Maria per salvare l’umanità

Cento anni fà, tre piccoli pastorelli, nell’impensabile logica di Dio, ricevono a Fatima da Maria Santissima, un messaggio cosmico di lotta e di salvezza che ha influenzato la spiritualità cristiana del secolo scorso e ancora oggi sorregge la speranza che possiamo e dobbiamo contribuire alla vittoria del Bene sul male: «Infine il Mio Cuore Immacolato trionferà». Maria ci parla del suo Cuore Immacolato per farci capire che vuole con noi un rapporto interiore, che coinvolga la nostra vita nell’amore, come anche Lei si è totalmente donata a Dio.

Ci chiede di affidarci fiduciosamente a Lei nella preghiera, nella vita buona, nell’offrire le nostre fatiche e le nostre sofferenze per essere partecipi del sacrificio di Cristo, che ancora oggi si offre. È l’attualizzazione della Morte e Risurrezione di Cristo che vuole raggiungere tutte e ciascuna delle sue creature, perché comprendano il suo Amore e siano partecipi della Sua vita divina. Vuole che nessuno vada perduto.

Maria a Fatima si offre come alleata per ciascuno di noi nel liberarci dal male, ma ci chiede di prendere parte come protagonisti, a questa che è la lotta finale per l’umanità, cominciando dalla conversione del nostro cuore.

La lotta tra il Bene e il male è intrecciata con la storia e con la cultura delle nazioni del mondo intero. Si manifesta nella diffusione di ideologie materialiste, di dottrine che negano Dio, di comportamenti sociali gravemente peccaminosi, di una economia ingiusta che uccide le persone più deboli. Le conseguenze planetarie della negazione di Dio sono sotto i nostri occhi: genocidi, terrorismo, guerre, migrazioni, catastrofi sociali, distruzione delle famiglie. Quanti peccati che portano l’umanità all’odio, alla guerra, ad un vero inferno. Quante vittime innocenti dell’egoismo presuntuoso dell’uomo.

La Madonna invitandoci a pregare per scongiurare tutte queste catastrofi ci insegna che la preghiera può cambiare lo svolgersi dei fatti preannunciati, che il Bene è più forte del male, che la sorte di milioni di persone dipende dalla nostra partecipazione cordiale e fedele al progetto di Dio di cui lei è amabile e appassionata ambasciatrice.

Pregare per la conversione non solo personale, ma anche delle Nazioni. Un’intercessione corale di tutte le persone e le comunità cristiane. Il Papa deve chiamare a raccolta tutti i credenti; tutta la Chiesa deve pregare e lui deve consacrare al Cuore immacolato di Maria il mondo e in particolare proprio le nazioni che diffondono il male perchè si convertano. È la forte richiesta di condividere e realizzare il grande progetto di Gesù: salvare ogni persona di tutti i popoli e di tutti i tempi.

San Giovanni Paolo II convinto che fu la mano della Madonna il 13 maggio 1981 a deviare la pallottola di Ali Ağca e a salvargli la vita, volle che il proiettile fosse incastonato nella corona della statua della Vergine a Fatima e nell’anno 2000 beatificò Giacinta e Francesco.

Papa Francesco il 13 maggio di quest’anno si recherà a Fatima per dichiararli Santi.

Accogliamo l’appello di Maria e affidiamoci al suo Cuore Immacolato:

Atto di affidamento a Maria suggerito da papa Francesco

Beata Maria Vergine di Fatima,
con rinnovata gratitudine per la tua presenza materna
uniamo la nostra voce a quella di tutte le generazioni
che ti dicono beata.

Celebriamo in te le grandi opere di Dio,
che mai si stanca di chinarsi con misericordia sull’umanità,
afflitta dal male e ferita dal peccato,
per guarirla e per salvarla.

Accogli con benevolenza di Madre
l’atto di affidamento che oggi facciamo con fiducia.

Siamo certi che ognuno di noi è prezioso ai tuoi occhi
e che nulla ti è estraneo di tutto ciò che abita nei nostri cuori.
Ci lasciamo raggiungere dal tuo dolcissimo sguardo
e riceviamo la consolante carezza del tuo sorriso.

Custodisci la nostra vita fra le tue braccia:
benedici e rafforza ogni desiderio di bene;
ravviva e alimenta la fede;
sostieni e illumina la speranza;
suscita e anima la carità;
guida tutti noi nel cammino della santità.

Insegnaci il tuo stesso amore di predilezione
per i piccoli e i poveri,
per gli esclusi e i sofferenti,
per i peccatori e gli smarriti di cuore:
raduna tutti sotto la tua protezione
e tutti consegna al tuo diletto Figlio, il Signore nostro Gesù.

BUONA PASQUA DELLA RISURREZIONE 2017

AUGURI DAI MISSIONARI DE LA SALETTE                        

Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?

“Vi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi. Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e fu sepolto ed è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e apparve a Cefa e quindi ai Dodici”. Tutti saremo trasformati, in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d’incorruttibilità e questo corpo mortale d’immortalità, si compirà la parola della Scrittura:

La morte è stata ingoiata per la vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?

Il pungiglione della morte è il peccato. Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, prodigandovi sempre nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore. Si susseguono ai nostri giorni con impressionate rapidità scenari di morte: morti violente, morti di innocenti, catastrofi di ogni genere, distruzioni, sconvolgimenti. Coinvolti e stravolti da questi scenari a Pasqua siamo ancora invitati a volgere lo sguardo a Colui che abbiamo trafitto. Occorre però uno sguardo illuminato dalla fede per non cadere nel facile inganno di vedere nel divino Crocifisso soltanto una vittima, una della tante vittime innocenti, che ha solo preceduto quelle dei nostri giorni. Quella lampada che ci è stata consegnata come dono prezioso nel giorno del nostro battesimo, dobbiamo farla ardere e ben alimentarla per non cadere nel buio di una interminabile cieca assurda inarrestabile passione, tanto violenta da coinvolgere perfino il Figlio di Dio e che si espande e continua la sua perfida violenza fino a noi, fino a ferire le nostre coscienze, a minare la nostra fede e mietere altre vittime. Volgere lo sguardo a Colui che abbiamo trafitto significa prima di tutto cercare di comprendere l’origine e la cruda realtà del male, che vive in noi e con noi, perpetrato dall’uomo che sfida il Cielo, dall’uomo che presuntuoso, solo e senza Dio si ferisce mortalmente nell’intimo, e che poi continuamente insudicia la terra e la cosparge di male. Quel male che poi ci assale, ci si ritorce contro con violenza e brutalità. Quel male che è poi la nostra triste storia quotidiana, è il male di ognuno di noi, quello personale e quello collettivo. Quel male che poi in modo blasfemo osiamo attribuire a Colui che ci ha creati e redenti. Non siamo in grado di liberarcene da soli, l’uomo non può salvare se stesso. Ecco allora che il nostro sguardo si rivolge fiducioso all’Uomo del Calvario, al Dio della Croce: quella passione ci appartiene, quella crudeltà ora ben sappiamo donde viene, quella coronazione di spine in modo eloquente ci parla della nostra assurda presunzione e delle nostra insane pretesa di gloria e di potere. Scopriamo finalmente con lo sguardo della fede che il Trafitto sta operando una prodigiosa ascensione e una ammirabile assunzione: umiliato fino alla morte di croce, sale per ricondurci alla Casa paterna; assume, prende su di sé tutto il nostro male e si presenta dinanzi al Padre come unico responsabile pronto per espiarlo e pagarne il prezzo. Sì, proprio così il nostro male viene cancellato dal Figlio di Dio! Questa è la nostra Pasqua! Così il male muore inchiodato alla croce, muore sul monte, viene calato in un sepolcro, viene sceso nelle viscere della terra e il bene risorge in un mattino radioso: era il 16 di Aprile 2017. Il Bene è tornato a fiorire nel giardino accanto al monte, dove il Risorto ci chiama tutti per nome per un nuovo Battesimo nel Suo sangue, è tornato a fiorire nel cuore di una peccatrice convertita, è tornato a fiorire nel cuore di due delusi che procedono in senso contrario verso Emmaus e, incontrato il Risorto, tornano al Cenacolo come testimoni, è tornato a fiorire nel cuore degli apostoli frastornati e impauriti poi intrepidi e martiri gloriosi, è tornato a fiorire in Tommaso che non crede, tocca i segni della redenzione e proclama che Gesù è il suo Signore e il Suo Dio, è tornato a fiorire nel tuo e nel mio cuore con il calore e la luce di quella lampada pasquale che una Madre buona, madre del Risorto e dei risorti, dai piedi della croce e gloriosa dal Cielo santo, sempre come mediatrice alimenta tutti noi.
Auguri di ogni benedizione. 

Per i Missionari de La Salette

News di Aprile 2017

VIVI CON GIOIA LA PASQUA DI CRISTO MORTO E RISORTO PER NOI

La Pasqua è un annuncio di vita

Non cercate tra i morti colui che è vivo dicono gli angeli alle tre donne che, con amore, cercano il corpo di Gesù. Gesù è vivo. Gesù è la Vita che esplode nella risurrezione e invade il mondo, penetra i nostri cuori, rimuove la pietra che tentava di chiuderci in una disperata esperienza di morte, ci rigenera ad una vita che non terminerà mai più, riaccende la speranza del trionfo dell’amore sull’odio, della comunione sulla divisione, perchè tutti gli uomini possano rivolgersi a Dio chiamandolo Padre.

La Pasqua è salvezza per tutti

«Gesù Cristo si è sacrificato per farci avere il perdono dei nostri peccati, e non soltanto dei nostri, ma di quelli del mondo intero». (1Gv 2,2). La Pasqua supera ogni barriera di razza, di lingua, di cultura raccogliendo in un unico abbraccio tutti i popoli chiamati a formare, con le loro ricche differenze, l’unico corpo in cui Cristo è il capo e noi le membra, Lui lo sposo e noi la sposa. Questo è il messaggio che deve infiammare i nostri cuori e diventare concreta proposta di annuncio: è la buona novella che dobbiamo far arrivare ad ogni creatura, è il Vangelo che dobbiamo annunciare con la vita.

La Pasqua è missione

Ci invia, come gli apostoli, ad evangelizzare tutte le genti: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura» (Mc 16,15). La buona notizia che Dio è un Padre innamorato di noi sue creature, che è Fratello che si immola sulla croce per comunicarci la sua vita, che è Spirito d’Amore che ci trasforma progressivamente fino a diventare figli nel Figlio, è destinata all’umanità di tutti i tempi e di tutti i continenti.

La Pasqua è solidarietà concreta

«Cristo ha dato la sua vita per noi. Anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli». (1 Gv 3,16) È il nostro modo nuovo di vivere, di amare, di perdonare, di essere solidali, che deve riaccendere la speranza nel cuore delle persone che avviciniamo. In particolare ti indico due situazioni che mi coinvolgono e mi spingono a chiedere la tua collaborazione.

Un sostegno alla nostra rivista LA SALETTE che continua a “ far conoscere” il Messaggio “di Riconciliazione di Maria, trovando nuovi lettori, inviando indirizzi di posta elettronica di amici ai quali inviare “La Salette on line e un piccolo contributo perché questa “voce di Maria” non cessi ma possa continuare.
Poi mi sta a cuore il sostegno ai giovani seminaristi che sono incamminati al sacerdozio e non hanno i soldi necessari per i libri e per il mantenimento. Anche noi a Napoli abbiamo aperta la casa di formazione.

Auguri vivissimi di una Santa Pasqua           

     Chi desidera contribuire alle nostre spese della rivista La Salette o dare un contributo per i progetti missionari usi: • Il CCP allegato alla rivista; oppure: • Bonifico bancario Conto La Salette: IBAN IT68R0306234210000001328787 • Gli indirizzi di posta elettronica ai quali volete che giunga la Salette Online: inviarli a padre.celeste@libero.it  causale: Sostegno La Salette o progetto missionario o nuovi lettori…

News di Marzo 2017

QUARESIMA

Tempo di fidanzamento, di maggior intimità d’amore, in preparazione alla consumazione delle nozze quando, a Pasqua, l’Agnello di Dio che si è caricato del nostro peccato rinnova, attualizza per noi, la Sua donazione totale, lasciandosi inchiodare sulla croce, e poi risorge glorioso stringendo al suo cuore la sua sposa, la Chiesa, tutti noi, finalmente uniti con Lui per sempre. Maria nella sua apparizione a La Salette, piangendo, dice “in quaresima vanno in macelleria come i cani”. Con forza ci chiede di vivere bene questo “tempo di grazia”, “tempo favorevole” per rimetterci alla sequela di Gesù e impedire che i nostri cuori diventino pagani. Per il popolo ebraico i pagani vengono chiamati “cani” 

Quaresima. Tempo da innamorati che si parlano, si ascoltano, si cercano, vogliono fondere le loro anime perché la loro donazione sia vera. Cristo ti cerca, parla al tuo cuore.
Prima di pensare a piccole o grandi rinunce esteriori, decidi che ogni giorno la Parola sarà il tuo cibo, la tua luce, la tua forza.
Ascolta con amore e lascia che il tuo cuore sussulti per la Sua presenza che ti infiamma.
Ascolta con semplicità e accogli il Suo giudizio sulle tue scelte e i tuoi sentimenti.
Ascolta e il tuo orizzonte si dilaterà: ti mostrerà persone e situazioni che prima trascuravi.

Rispondi con la preghiera spontanea del tuo cuore:
Padre ti lodo, ti ringrazio, mi affido a te;
Gesù, Amore Misericordioso, io confido in te;
Spirito d’Amore sostieni il mio impegno di vivere con lo stile di Cristo.
Rispondi con scelte di solidarietà e di perdono: fioriranno relazioni più sincere.
Rispondi accogliendo l’abbraccio che perdona nella Riconciliazione.
Rispondi partecipando con rinnovato amore all’Eucaristia.

Eccomi, sono la serva del Signore
Il 25 marzo celebriamo il momento in cui Maria ascolta la Parola, recatale da Gabriele, accoglie la Parola e Dio si fa uomo, l’eterno entra nel tempo e abbatte ogni barriera di separazione tra il Creatore e noi sue creature.
In Maria la gratuità della divina Misericordia raggiunge il grado supremo.
In lei la predilezione di Dio per gli umili e i poveri, raggiunge il suo culmine.
La Chiesa ci propone di tenere lo sguardo rivolto verso la Madre del Redentore e sentirci come lei amati da Dio. Ci invita a condividerne l’ascolto della Parola affinché, seguendo il suo esempio e grazie alla sua intercessione, possiamo generare dentro di noi la presenza di Cristo salvatore.

Preghiamo Santa Maria, compagna di viaggio 

Santa Maria, Madre tenera e forte,
nostra compagna di viaggio sulle strade della vita,
ogni volta che contempliamo le grandi cose che l’Onnipotente ha fatto in te,
proviamo una così viva malinconia per le nostre lentezze,
che sentiamo il bisogno di allungare il passo per camminarti vicino.
Asseconda, pertanto, il nostro desiderio di prenderti per mano,
e accelera le nostre cadenze di camminatori un po’ stanchi.
Divenuti anche noi pellegrini nella fede,
non solo cercheremo il volto del Signore,
ma, contemplandoti quale icona della sollecitudine umana
verso coloro che si trovano nel bisogno,
raggiungeremo in fretta “la città”
recandole gli stessi frutti di gioia
che tu portasti un giorno a Elisabetta lontana.
(di Mons. Tonino Bello)

Padre Celeste Cerroni, ms 

News di Febbraio 2017

2 FEBBRAIO : Presentazione al Tempio 

“Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore”.

Il vecchio Simeone riconosce Gesù e la salvezza di cui il Cristo è portatore e si rivolge a Maria con “quello che appare come un secondo annuncio a Maria, poiché le indica la concreta dimensione storica nella quale il Figlio compirà la sua missione, cioè nella incomprensione e nel dolore”.(Redemptoris Mater 16)
Anche Anna, questa profetessa ormai avanti negli anni, riconosce Gesù e sa parlare di lui a quanti lo attendono. Vivendo nella preghiera e nell’adesione alla volontà del Padre, hanno conquistato la capacità di riconoscere la ricchezza dei tempi nuovi.

2 FEBBRAIO: 21ª Giornata della vita consacrata

Dove ci sono i religiosi c’è gioia” dice Papa Francesco. Ciò accade perché essi riconoscono su loro stessi, e in tutti i luoghi e i momenti della vita, l’opera di un Dio che ci salva con gioia. La stanchezza e la delusione sono esperienze frequenti in ciascuno di noi: benedetti coloro che ci aiutano a non ripiegarci su noi stessi e a non rinchiuderci in scelte comode e di corto respiro.
Rallegriamoci dunque per la presenza delle consacrate e dei consacrati nelle nostre comunità. Facciamo festa con loro, ringraziando per una storia ricca di fede e di umanità esemplari e per la passione che mostrano oggi nel seguire Cristo povero, casto, obbediente.
Preghiamo lo Spirito Santo che susciti tante vocazioni alla vita consacrata soprattutto per il contributo che possono offrire a rinnovare lo slancio e la freschezza della nostra vita cristiana, così da elaborare insieme forme nuove di vivere il Vangelo e risposte adeguate alle sfide attuali.

I Missionari della Madonna de La Salette emisero i primi voti religiosi il 2 Febbraio 1858 

5 FEBBRAO 2017:  39ª Giornata per la vita

Educare alla vita favorendo la difesa di ogni persona umana dallo sbocciare della vita fino al suo termine naturale. È ciò che ripete ancora oggi Santa Teresa di Calcutta: “Facciamo che ogni singolo bambino sia desiderato”.
Per Papa Francesco il sogno di Dio si realizza nella storia con la cura dei bambini e dei nonni. I bambini “sono il futuro, sono la forza, quelli che portano avanti. Sono quelli in cui riponiamo la speranza”; i nonni “sono la memoria della famiglia. Sono quelli che ci hanno trasmesso la fede. Un popolo che non sa prendersi cura dei bambini e dei nonni è un popolo senza futuro, perché non ha la forza e non ha la memoria per andare avanti.
La Santa degli ultimi di Calcutta, Madre Teresa, ci insegna ad accogliere il grido di Gesù in croce: “Nel suoHo sete’ (Gv 19,28) possiamo sentire la voce dei sofferenti, il grido nascosto dei piccoli innocenti cui è preclusa la luce di questo mondo, l’accorata supplica dei poveri e dei più bisognosi di pace”.

11 febbraio: 25ª Giornata del malato

Sarà celebrata, in tutta la Chiesa e in modo particolare a Lourdes.

Tale Giornata costituisce un’occasione di attenzione speciale alla condizione degli ammalati e, più in generale, dei sofferenti. Desidero incoraggiarvi tutti, malati, sofferenti, medici, infermieri, familiari, volontari, a contemplare in Maria, Salute dei malati, la garante della tenerezza di Dio per ogni essere umano e il modello dell’abbandono alla sua volontà; e a trovare sempre nella fede, nutrita dalla Parola e dai Sacramenti, la forza di amare Dio e i fratelli anche nell’esperienza della malattia.
Questo ci ricorda che ogni malato è e rimane sempre un essere umano, e come tale va trattato. Gli infermi, come i portatori di disabilità anche gravissime, hanno la loro inalienabile dignità e la loro missione nella vita e non diventano mai dei meri oggetti, anche se a volte possono sembrare solo passivi, ma in realtà non è mai così.

Concludiamo con la preghiera di Madre Teresa:

La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne realtà. 
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è ricchezza, valorizzala.
La vita è amore, vivilo.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La via è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, accettala.
La vita è un’avventura, rischiala. 
La vita è la vita, difendila.
 

Padre Celeste Cerroni, ms