Traduci nella tua lingua

NEWS LAICI SALETTINI

Dal 30 settembre al 09 Ottobre 2016 si è tenuto a La Salette in Francia il 2° INCONTRO INTERNAZIONALE DEI LAICI SALETTINI. Per vedere tutti i video che la Congregazione ha pubblicato relativi all'evento cliccare sulla foto: 2 incontro internazionale laici salettini

Foto in slide di Salmata

Menu veloce articoli

 VOCAZIONI (32)
 VARIE (1)
 NEWSLETTER (14)
 APPARIZIONE (25)

Cammino di Santiago

LITURGIA DI OGGI

Una grande risorsa

Giubileo Salmata 2009

APPARIZIONE – STORIA

Rivista Ott/Dicembre 2017

Rivista La Salette 6-2017

Rivista Lug/Settemb. 2017

Rivista La Salette 4-5/2017

Come abbonarsi alla Rivista

Offerta minima di sostegno < € 15,00 da versare sul c.c.p. 82744004 intestato a: REDAZIONE "LA SALETTE" Via Andersen 15 - 00168 ROMA Per Info: 0742.810105 - 3334808707 mail: padre.celeste@libero.it

NAVIGA CON I TAG

News di Novembre 2017

PREGHIERA VOCAZIONALE 

“PARLA, SIGNORE, PERCHÉ IL TUO SERVO TI ASCOLTA”

G: Questa preghiera vocazionale ci deve preparare al Sinodo dei vescovi sui giovani del 2018: “la fede e il discernimento vocazionale”, voglia essere un’occasione di preghiera per aprirci alla Sua Chiamata. La disponibilità di Samuele a mettersi in ascolto, mediata dalla figura di Eli, diventi per noi e per molti giovani, un esempio per accogliere con cuore aperto l’invito di Dio, e farci dire, come lui: «Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta!». Come ci dice Papa Francesco nella sua lettera preparatoria al Sinodo, quella di Gesù è una chiamata che, «sebbene il frastuono e lo stordimento sembrino regnare nel mondo, […] continua a risuonare nel vostro animo per aprirlo alla gioia piena».

Canto di esposizione: Sono qui a lodati (o altro)

Primo momento: Un Cuore Addormentato

G: «Fin dal primo incontro, Gesù sembra voler suscitare e intercettare la domanda di senso e di relazione, presente in particolare nel cuore dei giovani».

(Cfr. Lettera pastorale alla diocesi di Vicenza, 2017, p.1.1).

Dal Primo libro di Samuele

Il giovane Samuele serviva il Signore alla presenza di Eli. La parola del Signore era rara in quei giorni, le visioni non erano frequenti. E quel giorno avvenne che Eli stava dormendo al suo posto, i suoi occhi cominciavano a indebolirsi e non riusciva più a vedere. La lampada di Dio non era ancora spenta e Samuele dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca di Dio. (1Sam 3,1-3)

Per riflettere

Il cristiano è uno che porta dentro di sé un desiderio grande, un desiderio profondo: quello di incontrarsi con il suo Signore insieme ai fratelli, ai compagni di strada. […]. La povera gente è quella che non ha desiderio; il desiderio di andare avanti, verso l’orizzonte; e per noi cristiani questo orizzonte è l’incontro con Gesù, l’incontro proprio con Lui, che è la nostra vita, la nostra gioia, quello che ci fa felici.

Ma io vi farei due domande. La prima: tutti voi, avete un cuore desideroso, un cuore che desidera? Pensate e rispondete in silenzio e nel cuore tuo: tu, hai un cuore che desidera, o hai un cuore chiuso, un cuore addormentato, un cuore anestetizzato per le cose della vita? E la seconda domanda: dov’è il tuo tesoro, quello che tu desideri? – perché Gesù ci ha detto: Dov’è il vostro tesoro, là sarà il vostro cuore – e io domando: dov’è il tuo tesoro? Qual è per te la realtà più importante, più preziosa, la realtà che attrae il mio cuore come una calamita? Cosa attrae il tuo cuore? Posso dire che è l’amore di Dio? C’è la voglia di fare il bene agli altri, di vivere per il Signore e per i nostri fratelli? Posso dire questo? Ognuno risponde nel suo cuore. (Francesco, Angelus 11 agosto 2013)

Silenzio di meditazione

Preghiamo a cori alterni

Ritornello:           Dio è amore, non temere mai.

Pietà di me, pietà di me, o Dio,
in te si rifugia l’anima mia;
all’ombra delle tue ali mi rifugio
finché l’insidia sia passata. Rit.
Invocherò Dio, l’Altissimo,
Dio che fa tutto per me.
Mandi dal cielo a salvarmi.
Dio mandi il suo amore e la sua fedeltà. Rit.
(tutti) Innalzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria. Rit.

Hanno teso una rete ai miei piedi,
hanno piegato il mio collo,
hanno scavato davanti a me una fossa,ma dentro vi sono caduti. Rit.
Saldo è il mio cuore, o Dio,
saldo è il mio cuore.
Voglio cantare, voglio inneggiare:
svegliati, mio cuore,
svegliatevi, arpa e cetra,
voglio svegliare l’aurora. Rit.
Ti loderò fra i popoli, Signore,
a te canterò inni fra le nazioni:
grande fino ai cieli è il tuo amore
e fino alle nubi la tua fedeltà. Rit.
(tutti) Innalzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria. Rit. ( IIa parte il 16/11)


News di Ottobre 2017

La MESSE E’ MOLTA….

Questo è stato il tema dell’ottobre missionario. Maria ha terminato il messaggio con questo duplice invito: “Ebbene, figli miei, fatelo conoscere a tutto il mio popolo”; Con un passo supera il fiume Sezia, si gira e dice: “Andiamo, figli mei, fatelo ben conoscere a tutto il mio popolo”. Mettiamoci ora in clima di preghiera, apriamo il nostro cuore.

PREGHIAMO: Signore Gesù, donaci un cuore libero, sospinto dal soffio dello Spirito, per annunciare la bellezza dell’incontro con Te. Aiutaci a sentire la tua presenza amica, apri i nostri occhi, fa ardere i nostri cuori, per riconoscerci “marcati a fuoco dalla missione”. Fa che sogniamo con te una vita pienamente umana, lieta di spendersi nell’Amore, per alzarci, andare e non temere. Vergine Maria, sorella nella fede, dona a noi e ai giovani la Tua prontezza nel dire il nostro “Eccomi” e metterci in viaggio come Te, per essere portatori innamorati del Vangelo. Amen. 

DAMMI UN CUORE CHE ASCOLTA

Maria, Vergine dell’ascolto, Donna del Sì, insegnaci ad ascoltare la tua parola perché la Parola di Dio e la Parola del mondo non ci sfiorino soltanto ma ci tocchino nella profondità del nostro essere. Fa che diventi luce per il nostro discernimento quotidiano e con libertà e pienezza di cuore, come Te, sappiamo dire il nostro Si a Dio e ai fratelli . ( Dal Vangelo di S. Matteo 9, 35 – 38) 

GESU’ HA COMPASSIONE DELLA FOLLA

Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore.7Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è molta, ma sono pochi gli operai!  Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

DAVANTI ALLO SPECCHIO

Guardandomi  come Lui mi guarda · Come mi pongo davanti al Signore nella preghiera? Presento tutto me stesso o celo qualcosa? Provo a guardarmi come Lui mi guarda? · Sento risuonare in me i sentimenti di Gesù : Sentì compassione …. La Messe è moltagli operai sono pochi.. pregate… · Non si tratta di pregare perché il Signore finalmente si decida a mandare operai per la sua messe, come se dipendesse solo da lui. Preghiamo “perché tiri fuori (ekbále)”, ovvero riesca a far uscire dalle loro tane, discepoli disposti a seguire il Figlio dell’uomo rinunciando alla tentazione di rintanarsi e ritornare a un più tranquillo nido (cf. Lc 9,58). · Ringrazio il Padrone della messe per la sua opera incessante: la messe è abbondante?

PREGHIERA VOCAZIONALE SALETTINA

Dio nostro Padre, Maria è apparsa alla Salette per annunciare un grande messaggio di conversione e di riconciliazione. Anche oggi le sue lacrime e le sue parole ci invitano a metterci in cammino. Per la sua intercessione, ti chiediamo padre, di donare giovani alla tua Chiesa che, disposti a rispondere all’appello di Maria fatelo passare a tutto il mio popolo, si dedichino a te e ai fratelli in una vita di speciale consacrazione. Padre venga il tuo regno! Amen.

INVOCAZIONE

 Nostra Signora de La Salette Riconciliatrice dei peccatori, prega sempre per noi che a Te ricorriamo

News di Giugno 2017

GESU’ HA SETE D’AMORE
DEL NOSTRO AMORE

Mettiamo al centro della nostra riflessione la devozione al Sacro Cuore di Gesù.
Quando Gesù nel 1675, apparendo a Santa Margherita Maria Alacoque le mostra il Cuore fiammeggiante d’amore le dice: “Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e che nulla ha risparmiato fino ad esaurirsi e consumarsi per testimoniare loro il suo amore”. «Guardiamo a Cristo trafitto in Croce! È Lui la rivelazione più sconvolgente dell’amore di Dio»: è l’esortazione di Papa Francesco.

Lo Spirito Santo, che guida la Chiesa, le ha fatto fare passi da gigante in questa devozione.

  1. Con Santa Faustina Kowalska la devozione al Sacro Cuore è fiorita nell’Amore Misericordioso che irradia sul mondo la forza trasformatrice dello Spirito Santo che opera nei Sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia. Di fronte ai due raggi che escono dal costato di Cristo anche noi comprendiamo che la Misericordia di Dio è una fonte zampillante di vita che può dare risposta ai problemi dell’umanità e, accolta con cuore aperto, può trasformarci in persone misericordiose.
  2. La decisione di San Giovanni Paolo II, poi, di istituire la festa della Divina Misericordia ha rilanciato la devozione al Sacro Cuore in dimensione ecclesiale, sociale. La preghiera personale deve essere più intensa e il rapporto con Cristo deve cercare l’intimità, ma subito deve aprirsi ad abbracciare l’orizzonte sconfinato del progetto di Cristo che vuole la salvezza eterna di ciascuna delle sue creature.

Il grido dalla croce, Ho seterisuona ancora oggi ovunque ci sono poveri, emarginati e soli, persone e famiglie in difficoltà, rifugiati o senza dimora… In loro Gesù ha sete di amore, del nostro amore, e noi siamo invitati a rispondere a questa richiesta amando, amando senza misura, amando tutti con l’intensità di amore di Cristo sulla croce.

  1. Così la devozione al Sacro Cuore ci ha guidati a comprendere che il vertice unificante della Vita Cristiana è la Vita Eucaristica vissuta nella Misericordia. Non più una devozione marginale, ma il cuore stesso della vita cristiana.

Per questo:

  • facciamo personalmente esperienza della Misericordia del Padre che scioglie i nostri cuori di pietra per avere il coraggio di portare la logica sconvolgente della Misericordia nei problemi sociali;
  • coltiviamo una profonda intimità personale con Cristo, nutrendoci del Suo corpo risorto, per avere la forza di donarci come lui si è donato;
  • invochiamo lo Spirito Santo perchè trasformi i nostri cuori fino a poter esclamare con San Paolo: «Non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me»

Si rivela così in noi il volto di Dio-Trinità, un Dio-Famiglia, un Dio-Misericordia, fonte viva di amore. Nel Cuore di Gesù noi facciamo esperienza che Dio ci è alleato,  padre,  madre,  fratello e vive in noi perché vuole la pienezza della nostra vita, ha sete del nostro amore.

Quel grido “Ho sete” ha risuonato forte nel cuore di Madre Teresa e la spingeva nelle periferie a raccogliere i moribondi; risuoni nel nostro cuore e ci spinga a rispondere con amore sincero al Signore, ma ci dia anche orecchi e cuore per ascoltarlo nel grido delle persone che ci sono vicine e che ci interpellano con la loro situazione di solitudine, di miseria materiale e morale, di povertà.

Gesù, Amore Misericordioso, io confido in Te.


PREGHIERA IN PREPARAZIONE
AL CAPITOLO PROVINCIALE 
19-23 GIUGNO 2017

Lode a Te, Trinità Santissima, Padre, Figlio e Spirito Santo, per il dono della salvezza, resa presente ogni giorno nella Chiesa attraverso la Parola, il Sacramento e il Carisma. Lode a Te per la tua presenza reale nell’Eucaristia.

Nella Parola, tu ci doni la voce dei tuoi testimoni; ci doni la voce di Maria. Ella, donna della Parola, ci chiama a far divenire Parola le nostre umili voci di peccatori sempre bisognosi di perdono.

Nell’Eucaristia tu ci doni la presenza personale e materna di Maria. Ella, donna eucaristica, ci chiama a diventare uomini eucaristici.

Tu ci doni la presenza personale e materna di Maria anche nel Carisma. Ella, donna dello Spirito, ci chiama a diventare uomini spirituali.

Lode a Te, Trinità Santissima, per il segno misericordioso della sua apparizione a La Salette a Massimino e Melania. Di questo segno ci hai voluti partecipi, come missionari di Nostra Signora de La Salette.

Trinità Santissima, si avvicina il momento del nostro capitolo provinciale: donaci di viverlo, con Maria, da uomini della Parola, da uomini eucaristici, da uomini spirituali, da peccatori perdonati, da missionari di Nostra Signora de La Salette. Ognuno di noi sappia mettere in comune i doni ricevuti per il bene della Chiesa e del-mondo, cui Tu ci hai legati per sempre. Lode a Te, che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Attualità La Salette

UN MESSAGGIO PER GLI UOMINI DEL NUOVO MILLENNIO

Anche se la Madonna ci ha donato il suo messaggio a La Salette nel 1846, tuttavia questo non perde la sua attualità. Rileggendo la crisi del periodo in cui è avvenuta l’apparizione de La Salette e la grave crisi religiosa, sociale, economica, politica e umana che sta colpendo duramente la nostra società in questo inizio di secolo, ci impressiona la somiglianza. Per cui le parole di Maria donate all’umanità dall’alto di quella montagna risultano fondamentali anche per noi uomini e donne del terzo millennio. Il 6 gennaio 2001, nell’Esortazione Apostolica, “Novo Millennio ineunte” , il Santo Giovanni Paolo II così scriveva: “è ormai tramontata, anche nei paesi di antica evangelizzazione, la situazione di una ‘società cristiana’ che, pur tra le tante debolezze che sempre segnano l’umano, si rifaceva esplicitamente ai valori evangelici’ (n. 40). La Vergine Maria oggi, anche a noi, si mostra con il grande Crocifisso sul petto, sorgente della luce e della bellezza dell’Apparizione; Lei ci testimonia che Gesù è il centro della sua vita e chiede anche a noi di ricostruire la nostra vita e la nostra società sul suo Figlio e sui valori evangelici.

RIPARTIRE DA CRISTO

Tornando all’Esortazione Apostolica, “Novo Millennio ineunte ” il programma che Giovanni Paolo II ci dava per questo terzo millennio era di ripartire da Cristo e scriveva: “Il programma è quello di sempre, raccolto dal Vangelo e dalla viva Tradizione. Esso si incentra, in ultima analisi, in Cristo stesso, da conoscere,  amare, imitare, … (n. 29). E continuava parlando di santità, di preghiera, dell’Eucaristia domenicale, del sacramento della Riconciliazione, del primato della grazia, dell’ascolto e annunzio della Parola. Maria a La Salette già nel 1846 richiamava a vivere questo programma nella nostra vita di cristiani, di discepoli di Gesù. Non solo Maria ci presenta il Cristo Crocifisso, ma ci richiama alla sottomissione a Dio, quindi alla santità nel rispetto del settimo giorno, per essere santi come Dio è santo, e nel rispetto del Nome del suo Figlio, l’unico nome che ci salva e ci santifica. Ci invita alla preghiera almeno “un Pater e un’ Ave sera e mattina” e “quando avete del tempo ditene di più”. Ci chiede di vivere la domenica come il giorno del Signore, mettendo al centro l’Eucaristia. Ci invita alla conversione e alla riconciliazione: “se si convertono” è la forte richiesta che Maria pone al centro del Messaggio. Sono stati i pellegrini stessi ad invocare la Madonna de La Salette come “la Riconciliatrice dei peccatori”. Il messaggio di Maria termina con l’invito a farlo conoscere quindi all’annunzio.

URGENZA DELLA RICONCILIAZIONE

Il cuore del Messaggio di Maria è la Riconciliazione. Maria non usa questa parola, ma si presenta come testimone attendibile della Riconciliazione. Appare piangendo perché porta nel cuore i drammi e le lotte della nostra umanità. In mezzo ad un popolo sofferente anche Lei soffre e dice: “Da quanto tempo soffro per voi’. Lei si mostra con una grossa catena sulle spalle che la schiaccia quasi sulla pietra della montagna per dirci che Dio non è un dominatore che fa soffrire il mondo. Quante volte anche noi abbiamo accusato Dio del male che tormenta il mondo! E Maria dice: “Bestemmiate il nome di mio figlio“. Lei appare “incatenata” per dirci, invece, che Dio prende su di sé i nostri egoismi, le divisioni, gli odi, il disprezzo, la speculazione e la strumentalizzazione degli altri. Mostrandoci il Crocifisso ci dice fino a che punto Dio ci ha amato e che il nostro unico Riconciliatore è Gesù che si
è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori‘ (Is 53,4). Lei vuole, invece, mostrarci che del male del mondo “la colpa è vostra e voi non ci fate caso“. Non dice questo per colpevolizzarci, ma per farci prendere coscienza della nostra libertà e responsabilità. L’uomo, per mezzo della libertà che Dio gli ha donato, è responsabile della creazione. 

LA SALETTE E LA NUOVA EVANGELIZZAZIONE

In questa apparizione troviamo i passi da fare nella nuova evangelizzazione: “Maria cammina sulla montagna“, va in una autentica periferia per incontrare due ragazzi di strada, poveri anche umanamente. Si fa vicino; i ragazzi dicono che erano talmente vicini a Lei che “nessuno poteva passare tra loro e la Madonna“. Piangendo si fa carico dei mali materiali e spirituali del suo popolo e intercede per loro. Parla con loro, usa anche il loro dialetto per farsi comprendere; aiuta Massimino a ricordare una sofferenza passata che aveva accantonato nel suo cuore; li porta a leggere i segni dei tempi per vedere la realtà con l’occhio di Dio; cammina con loro portandoli alla sequela di Gesù.
Papa Francesco ci dice: “uscite, andate nelle periferie, dai più poveri… siate misericordiosi.. “; Maria alla Salette ha incontrato due ragazzi di periferia per riportali al centro del cammino umano e di fede. Non è questo il cammino da percorrere anche oggi? 

Celeste Cerroni ms

Maria appare a La Salette il 19 settembre 1846

19 SETTEMBRE


L’apparizione avviene il 19 settembre 1846 tra le ore 15,00 e le 16,00; è sabato, ultimo giorno delle quattro tempora di Settembre, vigilia quell’anno della festa dell’Addolorata (in quel periodo la festa dell’Addolorata veniva celebrata nella terza domenica di Settembre) e all’ora dei primi Vespri  cioè nel momento in cui la Chiesa cantava l’inno:
Oh, di quante lacrime è inondato il volto della Vergine Madre ! Quali angosce! Quale dolore!
Maria appare in lacrime sulla Montagna de La Salette. Noi vedremo che l’icona centrale dell’apparizione è Maria ai piedi della Croce di Gesù.

1846: CRISI ECONOMICA E SOCIALE

Nell’Europa e in Francia in particolare, il passaggio dall’agricoltura all’industria aveva provocato profondi squilibri; la grave crisi agricola del 1845-46 causata dalla siccità in estate e dalle inondazioni in autunno, dalla malattia delle patate che ha toccato gran parte dell’Europa, in particolare l’Irlanda, ha prodotto speculazione (accaparramento del grano per rivenderlo ad un prezzo maggiore); l’aumento dei prezzi (il pane da 25 centesimi era passato a 45) per cui è andata in crisi anche l’industria specialmente quella tessile. La gente era povera e non poteva comperare i vestiti. La borghesia aveva investito i soldi in borsa: le azioni guida erano quelle della ferrovia del Nord.  Si bloccano i lavori della costruzione delle ferrovie, aumentano gli scioperi; si blocca anche la vendita della metallurgia. Così si accumulano catastrofi: crollo della borsa. Fallimenti, miseria, lotte per poter sopravvivere.  Sembra di leggere la crisi che in questo momento  sta vivendo l’Europa, l’America e in particolare l’Italia. Nell’inverno 1845-’46 anche le famiglie del comune de La Salette sono afflitte da questa grande crisi.

CRISI RELIGIOSA

Il Papa Giovanni Paolo II nel discorso a Siracusa il 7/11/94 ha detto: “Maria piange a La Salette, alla metà del secolo scorso, prima delle apparizioni di Lourdes, in un periodo in cui il cristianesimo in Francia sperimenta una crescente ostilità.. È possibile comprendere quel pianto proprio sullo sfondo di quei eventi tragici..”
1841 Karl Marx all’università di Jena, in una tesi filosofica, condannava la fede in Dio perché era di ostacolo alla libertà dell’uomo. Parallelamente Ludwig Feuerbach affermava che Dio non è che il prodotto di una alienazione attraverso la quale l’uomo si spoglia delle sue proprie qualità e le proietta in un essere immaginario. La dottrina dell’Incarnazione avrebbe potuto procurare al mondo l’eliminazione di Dio e la sua morte invece ha fatto intraprendere il cammino contrario.
1843 — 1845 Marx era a Parigi e conosce il mondo operaio e la lotta sociale. A partire da questa esperienza e mettendo a profitto gli studi filosofici e in particolare quelli di Feuerbach, poneva i fondamenti del materialismo. Qualche mese prima dell’Apparizione Marx componeva con Engels l’ideologia tedesca, opera nella quale dà all’ateismo, che per Feuerbac era un problema teorico, una portata pratica ed efficace. 
Siamo agli antipodi del Messaggio de La Salette. Maria che insiste sul giorno del Signore afferma che l’esistenza dell ‘uomo e il suo nutrimento non sono unicamente il frutto del suo lavoro; l’uomo lo riceve fondamentalmente altrove. Nel 1848 Marx pubblica il Manifesto. Queste ideologie e la grave crisi economica mettevano a dura prova la vita religiosa.

CRISI POLITICA

Nel 1846 mentre in tutta l’Europa non si sopportava la monarchia autoritaria di Metternik, la Francia nel luglio del 1846 rompeva il rapporto di amicizia con l’Inghilterra e si avvicina all’Austria. La grave crisi politica sfocia poi nei moti del 1848; una rivoluzione che tocca buona parte dell’Europa. In questo clima di grave crisi avviene l’apparizione di Maria a La Salette che è anche chiamata “un grido del cielo“. Maria, con l’occhio di Dio legge la realtà e le terribili conseguenze, dice che questo deserto, la carestia e la mortalità dei bambini sono conseguenza del nostro peccato e afferma “voi non ci fate caso” per cui piangendo chiede all’uomo di convertirsi e tornare al suo Figlio il Crocifisso Risorto che è il centro dell’ Apparizione.

Celeste Cerroni  ms